Dissolvenza in nero

Il racconto che vi apprestate a leggere è stato pubblicato in 3 puntate sul blog a più mani ed è stato il mio primo racconto.Lo ripropongo in un unico articolo

Buona lettura

L’ospedale pullulava di gente.Paolo entrò dall’ingresso principale,zaino in spalla e testa colma di pensieri.

Francesco aveva spento la sveglia e già pensava alle mille cose che avrebbe dovuto fare quel giorno.

PAOLO

“C’è l’ho fatta,non è stato poi così difficile”pensò “nessun controllo e sono anche riuscito a parcheggiare bene,vicino la guardiola principale,cosa posso chiedere di più”.Si guardò attorno,si soffermò,prima all’area degli sportelli per le prenotazioni,poi alla sala di attesa del pronto soccorso “c’è più gente di quanto mi aspettassi”,entrambe le aree già pullulavano di gente.Da una finestra scorse degli operai intenti in lavori di mantenimeno dello stabile,”potrei cercare di addentrarmi nel cantiere e vedere se c’è un posto migliore,no,meglio di no,potrebbe essere troppo rischioso,meglio restare qui”.Controllando più attentamente il posto,si accorse che vicino all’atrio c’era una colonna portante”questo mi sembra essere un buon posto”,per esserne sicuro ne saggiò la consistenza dandole qualche piccolo colpetto con le nocche.Dall’ingresso vide entrare un carabiniere,sentì una morsa alla bocca dello stomaco,gli si sedette accanto e gli fece un cenno di saluto,Paolo ricambiò tirando fuori il pacco di sigarette,si alzò e si incamminò verso l’uscita,lungo il tragitto notò un uomo distinto che discuteva animosamente con l’impiegata”il solito stronzo”.Appena fuori accese quella che sarebbe stata la sua ultima sigaretta,la fumò assaporandone ‘aroma,chiedendosi se dove sarebbe andato avessero avuto la sua marca preferita.Rientrò.Si sedette prima vicino la colonna portante,poi nella sala di attesa del pronto soccorso e infine nell’area degli sportelli.Si guardò attorno un’ultima volta,mise le cuffie e fece partire “fade to black”,chiuse gli occhi e premette il pulsante.

FRANCESCO

Si era alzato e si era trascinato,ancora sonnecchiante,in cucina,avevo messo su il bollitore ed era andato a intolettarsi.Sapeva che quella che si apprestava ad affrontare era una lunga giornata.

L’odore del the al ribes nero era ancora nell’aria,quando sulla porta si ricordò di non aver preso la prescizione medica.Tornò indietro e imprecando prese la prescrizione,uscì e chiamò l’ascensore,premette il pulsanto -1 e quando fu nel box sapeva già cosa l’aspettava.La mattutina litigata con la saracinesca automatica che senza un piccolo aiuto non si sarebbe aperta,ci provò comunque,premette il pulsante del telecomando,cominciò a sentire gli ingranaggi che si muovevano”dai che ci siamo”ma niente.Allora dovette ricorrere alla solita “magia”,andò di fronte la saracinesca,le assestò un pugno e come per magia si aprì.

Guidò fino all’ospedale,assorto in mille pensieri,parcheggiò e scese”che botta di culo,parcheggiata e sorvegliata”,aveva parcheggiato vicino la guardiola della vigilanza.Entrò prese il numero e si sedette a leggere il giornale”per fortuna ne ho solo 5 davanti”,quando fu il suo turno andò allo sportello”Salve,dovrei prenotare quest’esame per mia moglio”,”mi spiace ma per questo genere di esame,deve recarsi direttamente alla segreteria del reparto”.Un po’ seccato si fece spiegare come arrivare al reparto e si incamminò.Mentre camminava,un giovane con lo zaino in spalla lo urtò con violenza”Mi scusi,ero sovrapensiero”,gli fece un cenno e i due proseguirono ognuno per la propria strada,”almeno questo era educato” pensò tra se Francesco.Arrivato alla segreteria attese il suo turno.Quando toccò a lui spiegò all’impiegata che era stato mandato li a prenotare la visita,non aveva ancora finito di parlare che l’impiegata lo interruppe”guardi,ci deve essere stato un malinteso con la mia collega alle prenotazioni,io da qui non posso inserire la richiesta,deve tornare indietro farsi inserire la richiesta e poi tornare qui per fissare l’appuntamento”.Sempre più adirato tornò indietro,sembrava un toro pronto per la carica.Dovette riprendere il numero e rimettersi in coda,questa volta era il 26°.Adesso era proprio nero,continuava a passeggiare avanti e indietro,borbottando,finalmente fu il suo turno”Senta dalla segreteria,dove mi avevato mandato,mi hanno rispedito qui perché non posso inserire la mia richiesta,lo potete fare solo da qui e se non mi inserite la richiesta non mi possono fissare l’appuntamento”,”Scusi ma se dalla segreteria non mi danno la disponibilità io non posso fare niente”,sempre piu rosso in viso,ma ancora educatamente”Mi scusi,ma non potrebbe sentire la sua collega e farsi dare questa benedetta conferma”,”mi spiace ma è il paziente che si deve ovrebbe recare alla segreteria e farsi dare la conferma compilando l’apposito modulo”.Francesco,ormai,era fuori dalle grazie di Dio e la discussione si fece più animata”Io non ho tempo da perdere con le vostre cazzate,non sono certo il fattorino di quest’ospedale di merda,avete proprio dei modi di trattare le gente,Le ricordo cara signorina che lei sta comodamente seduta su quella poltrona grazie alle tasse che pago profumatamente.Ora o mi risolve il problema o mi fa parlare con un suo diretto superiore.Lei non sa chi sono IO”.Mentre l’impiegata contattava qualcuno al telefono,l’attenzione di Francesco fu attratta da un giovane seduto,era lo stesso che lo aveva urtato poco prima,aveva le cuffie e le lacrime agli occhi”chissa cosa gli sarà successo”.L’ultima cosa che vide fu il giovane che premeva il pulsante di uno strano telecomando.

NOTIZIARIO

Grave fatto di cronaca oggi ,alle ore 11 una serie di oridigni esplosivi venivano fatti detonare all’interno dell’ala est dell’ospedale.Non è ancora stato accertato il numero delle vittime,ma si sospetta che il numero possa essere elevato vista l’ora di grande affluenza in cui è avvenuto l’attentanto.

Il folle gesto non è stato rivendicato da nessun gruppo terroristico,gli inquirenti mantengono il massimo riserbo sulla matrice dell’attentato.

PAOLO

Le piccole poltroncine erano vuote,la casa permeata di un silenzio troppo rumuroso,uscì.Si sedette su una panchina e osservò il mondo andare avanti,stanco di appartenervi.

NOTIZIARIO 2ND DAY

Identificato l’uomo che ieri si è reso carnefice di ben 26 vittime,si chiamava Paolo P.,incensurato,gli inquirenti negano la sua appartenenza a cellule terroristiche.Ancora ignote le cause dell’insano gesto.

NOTIZIARIO 3RD DAY

Proseguono a ritmo serrato le indagini sull’attentato all’ospedale.Da una prima ricostruzione effettuata dagli uomini della scientifica,sembre che l’assassino ,prima di farsi espodere,sia riuscito,avvelendosi della ressa presente a quell’ora in ospedale, a piazzare almeno 2 cariche esplosive in punti nevralgici dell’edificio al fine di massimizzarne il loro carico di morte.Gli inquirenti stanno svolgendo indagini a tutto campo per riuscire a capire le motivazioni che hanno spinto l’uomo al folle gesto.

Se qualcuno fosse a conoscenza di qualche informazione su Paolo P e pregato di mettersi in contatto con questa redazione.

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