Oltre lo specchio (dedicato)

Passando nel corridoio vide la sua immagine riflessa nello specchio,nulla di strano pensò,se non fosse per il fatto che l’immagine lo salutò con un cenno del capo.Quella volta non ci diede troppo peso,pensò fosse stato uno scherzo della sua mente.
La sua vita trascorreva, giorno dopo giorno sempre uguale anche se adesso gli capitava di  ritrovarsi in posti familiari ma che gli sembrava di non conoscere affatto o di esserci mai stato. A poco a poco perse l’abitudine di uscire per la sua quotidiana passeggiata se non accompagnato da qualcuno che gli facesse da cicerone,cosi,sempre più spesso,girando per casa si trovò a passare di fronte lo specchio più volte al giorno.
Quello che gli era sembrato uno scherzo della mente adesso prendeva forma.
Una mattina, appena sveglio, specchiandosi il suo riflesso lo salutò chiedendogli se aveva dormito bene, stupito ma non spaventato gli rispose che la notte era stata tormentata da un incubo,aveva sognato di cadere nel vuoto e si era svegliato in un bagno di sudore. Lo specchio gli rispose che presto avrebbe avuto le risposte che cercava e avrebbe potuto meglio comprendere il significato di quel sogno. Ancora stupito per la quella strana conversazione, andò in cucina, passando davanti allo specchio però, si voltò dall’altra parte. Si preparò la colazione e guardò un po’ di tv. Quando la sua famiglia rientrò,non fece parola con nessuno di quella che anche lui credeva fosse stata una conversazione assurda e si sedette a tavola per pranzare.
Continuò a non specchiarsi per giorni, per la paura di incontrarsi riflesso nello specchio. Un giorno, mentre rientrava da una passeggiata, vide il suo riflesso in una vetrina,veloce come un lampo questi gli chiese “Perché non vuoi più parlare con me? Ho tante cose da raccontari e tanti amici da far conoscere. Non avere paura, parlami”.
Tornato a casa e ripensando a quanto successo qualche ora prima, si alzò dal divano,dove stava stravaccato e andò in camera dove c’era uno specchio grande. Si specchiò ma non successe nulla, allora andò nel bagno, dove era avvenuto il primo incontro, ma anche lì vide solo la sua immagine riflessa, ormai sfiduciato tornò  sul divano, quando d’un tratto udì una voce provenire dalla camera da letto. Incerto se l’avesse veramente sentita, attese drizzando le orecchie ed eccola di nuovo, una voce  lo chiamava, gli si accapponò la pelle, ma con passo sicuro si diresse nella camera e lo vide. Il suo riflesso,ma questa volta non era solo ” scusa per prima, ma il mio amico è un po’ timido e non voleva farsi vedere,ci ho messo un po’ per convincerlo”, incredulo rispose “pensavo non venissi più e lui chi è?”, “ma veramente non ti ricordi di lui? Giocavate insieme e avente anche fatto le elementari insieme”, tutto ad un tratto si ricordò di lui e incredulo pensò, ma come è possibile è morto di cancro due anni fa. Il riflesso quasi leggendo nella sua mente disse” vedi da questa parte,oltre lo specchio, tutto è possibile. Sai quando i beccamorti usano lo specchio per vedere se ancora respiri? Ecco in quel preciso momento si passa da questa parte e tutto ridiventa possibile”. “Ma io non sono ancora morto come potrei raggiungervi” e il riflesso “Vedi in alcuni casi,come il tuo,quando la vita terrena diventa insostenibile e tutto intorno a te è buio,quando non riconosci più i tuoi cari, ecco in questo caso viene concesso ad alcuni fortunati di passare prima”. “Bene allora quando potrei raggiungervi”, “Abbi ancora un po’ di pazienza e presto sarai con noi dov’è il tempo non esiste e potrai fare ciò che ti è sempre piaciuto”.
I giorni trascorsero, INESORABILI,INTERMINABILI, i figli ormai a stento riconoscevano quel guscio che una volta era stato il loro amato genitore premuroso.
Un giorno chiese al suo, ormai, unico amico “Ma cosa ne sarà del me che resta?” il riflesso rispose che non sarebbe stato più lo stesso, gli disse che sarebbe rimasta solo la sua essenza,la sua forma fisica ma che la sua anima sarebbe passata dall’altra parte libera dal male che lo affliggeva. Il dubbio si insinuò in lui, partire ed essere se stesso o rimanere e degenerare giorno dopo giorno fino a diventare un vegetale.
Dopo quasi un mese e svariati cambiamenti fisici, la decisione era presa.
Il riflesso pochi giorni prima gli aveva comunicato che il fatidico giorno era vicino, gli veniva concesso di salutare i suoi cari e gli comunico anche che lui avrebbe preso il suo posto e di tanto in tanto si sarebbero scambiati di posto fino alla fine.
Il giorno finalmente giunse.
Per tutta la giornata tornò ad essere quello di sempre. Parlo con i figli e la moglie, come da tempo non faceva,mangio con un ritrovato appetito che lo aveva da tempo abbandonato, rise e scherzò, quel giorno la sua famiglia tornò ad essere Famiglia.
La sera mentre tutti dormivano andò allo specchio, il riflesso era lì che lo aspettava ” sei pronto” chiese ” si andiamo, mostrami la mia nuova vita”. Il riflesso tese la mano oltre la barriera dello specchio, lui la prese ed insieme si incamminarono per una strada lastricata d’oro, all’orizzonte si intravedeva una magnifica città edificata attorno un enorme biblioteca, appena la vide disse al riflesso” questo è il più bel regalo che mi potessi fare, amo i libri, le storie che posso raccontare e i luoghi che ti possono mostrare,mi fanno venire in mente le dolci storie che leggevo ai miei figli,chissa se ne ritroverò qualcuna,mi farebbe molto piacere rileggerle”. Il riflesso sorrise e disse ” adesso devo andare, ci rivedremo presto amico mio” così dicendo si voltò, ripercorse i suoi passi e uscì dallo specchio.
Il giorno dopo la sua famiglio lo ritrovò lì di fronte lo specchio con un sorriso felice sul volto.
I due amici si rincontrarono spesso e ogni volta si raccontavano delle loro avventure, chi lo vedeva specchiarsi non capiva, solo il figlio capì, sapeva che suo padre era andato in posto migliore, oltre lo specchio,felice, così ogni volta che lo vedeva specchiarsi, salutava con un cenno il riflesso che gli rispondeva con un caldo sorriso.

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