ahahahahahahah

Come si fa a non ridere quando uno che è stato nella

XIII Legislatura

      Membro della Commissione Parlamentare d’Inchiesta sul fenomeno della mafia e sulle altre associazioni criminali similari dal 12 novembre 1996
    (fonte wikipedia)

e membro parlamentare

rilascia questa intervista

Cambiamo spartito: cosa pensa di Dell’Utri in carcere?
«È un dolore infinito. Dell’Utri non è un mafioso. Aveva solo qualche conoscenza negativa, ma negli anni Settanta in Sicilia tutto era mafia».

La mafia a quei tempi ricattava, minacciava, ammazzava chi non si piegava, bisognava trattare…
«Io ero un venditore di Publitalia, e quindi ero completamente fuori dal discorso. Ma a quel tempo tutti gli imprenditori in Sicilia dovevano venire a patti con la mafia, altrimenti non avrebbero potuto lavorare. Se un negoziante paga il pizzo è colpevole lui o lo Stato che non riesce a difenderlo? Dell’Utri ha risolto a Berlusconi qualche problema in Sicilia? Vi ricordo che ai tempi dello sbarco in Sicilia, al tavolo dell’Armistizio di Cassibile con gli americani e lo Stato italiano c’erano anche la Chiesa e la mafia».

quindi quelli di addio pizzo sono dei coglioni??????

Il presidente Mattarella potrebbe graziarlo?
«Sarebbe giusto, e i siciliani capirebbero. Ma sinceramente non credo che Mattarella avrà mai questo coraggio. Tra due anni Marcello uscirà, auguro allo Stato di scampare alla vergogna di farlo morire in carcere».

mi astengo dal commentare l’integrità morale del sig. Dell’utri che dice di Vittorio Mangano :«Mangano resta il mio eroe: non so se io, trovandomi al suo posto in carcere, riuscirei a resistere senza fare nomi»,

Quindi lei è a favore della trattativa Stato-mafia?
«Questo Paese è una barzelletta. Quando si è in guerra, si tratta, la mafia è stata battuta, e questo dimostra che lo Stato ha fatto bene a trattare».

Chi ha sconfitto la mafia?
«Si è sconfitta da sola, quando ha ucciso Falcone e Borsellino, perché ha costretto lo Stato a reagire. Ma era già una mafia perdente, vittima di sanguinose guerre intestine. In realtà la mafia ha cominciato a perdere con la caduta del Muro di Berlino».

“Mattè, nesci e inutile chi t’ammucci tanto la mafia ‘n c’è cchiù”(trad. matteo (messina denaro),esci e inutile che ti nascondi tanta la mafia non c’è più.

Questa me la spieghi bene…
«L’ho scoperto quando ero a Scotland Yard per la Commissione Antimafia. La caduta del muro ha raddoppiato il mercato europeo della cocaina e dell’eroina e la Sicilia non è più stata geograficamente strategica. I boss sudamericani del narcotraffico hanno mollato Cosa nostra per puntare sulla mafia georgiana, e in qualche mese quella siciliana ha perso un giro d’affari da ventimila miliardi l’anno. La mafia si è impoverita di colpo, non ha più potuto pagare e lì è nato il fenomeno del pentitismo, colpo di genio di Violante e Buscetta: è Buscetta che ha distrutto la mafia».

Facendo i nomi?
«Non solo. Al maxi processo parlava nascosto da un paravento. A un certo punto, come in un film, l’ha scostato e si è fatto vedere. È stato il segnale: potete parlare, la mafia non vi farà nulla. Anzi, vi conviene perché oggi lo Stato vi garantisce per parlare quello che la mafia un tempo vi garantiva per stare zitti: protezione, una nuova vita, soldi, una casa. Addirittura una crociera. Si ricorda le foto di Buscetta a torso nudo sul ponte della nave nell’estate del ’99? Tutto studiato mediaticamente. Devo riconoscere che nella lotta alla mafia la magistratura palermitana è stata strepitosa».

spero che i familiari dei pentiti, morti sotto i colpi della mafia, lo vadano a cercare di notte.

Non sempre direi…
«Certo, solo all’inizio. Poi è subentrato il pentitismo di Stato, quando i pm volevano far dire ai pentiti quello che avevano in testa loro e non solo la verità. Un gruppo di magistrati che si erano montati la testa. Hanno inquisito il numero uno della Dc siciliana, Calogero Mannino e il presidente della Provincia di Palermo Francesco Musotto, poi assolti. Anche l’onorevole Gaspare Giudice, che si ammalò di cancro a causa del processo, l’ha certificato il suo medico, ed è stato assolto un mese prima di morire, altrimenti sarebbe morto con il sospetto».

L’ex governatore Cuffaro però è stato condannato…
«Ma anche lui non è un mafioso, ha solo incontrato dei mafiosi, che ai suoi tempi in Sicilia era cosa all’ordine del giorno. È stato un periodo terribile, la magistratura era impazzita. Si ricorda di Ingroia? Ha inquisito tutti, la sua fama era arrivata perfino in Giappone dove ce lo invidiavano, mi ha confidato un giorno la Cancellieri, poi si è candidato in politica. E gli elettori l’hanno meritatamente punito. Vuole sapere come ho fatto io a fare politica in Sicilia per oltre vent’anni senza subire neppure un processo?».

Francamente sì, ci terrei molto: come ha fatto?
«Perché non ho mai voluto neppure incontrare nessuno. Avevo 4-5 persone che mi dicevano chiaramente i luoghi e gli appuntamenti da evitare e mi suggerivano di scendere dal palco quando ci saliva qualcun altro. Un autentico schermo protettivo che mi isolava da tutto. Ovviamente, questo l’ho pagato in termini di consenso, ma ne è valsa la pena».

pubblicamente ma in privato???????

Oggi la mafia in Sicilia è ancora pericolosa?
«Penso che sia molto più pericolosa altrove, oggi».

In Campania e in Calabria?
«In Lombardia».

(fonte Libero)

minchia e la hanno pure pubblicata su un giornale a tiratura nazionale come LIBERO (solo di nome ma non di fatto).

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